Serena

Serena

Primo maggio “Festa del Lavoro”,

anni di lotte per dignità e decoro,

per oltre otto ore basta lavorare

e il fine settimana a noi stessi o alla famiglia poter dedicare.

 

Così scriveva nel 1889 un giornale italiano:

“Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i

lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano del proprio

miglioramento.”

 

Oggi il nostro primo maggio è un po’ forzato,

molto lavoro si è fermato, ed altro da casa virtualizzato.

Più tempo abbiamo a noi da dedicare,

ma spesso non lo sappiamo utilizzare.

In questo particolare momento

tutto è in ripensamento.

 

La vita sembra un po’ sospesa,

aleggiando in uno stato di attesa.

Siam troppo piccoli e non possiamo capire

qual’e’ l’origine e dove andremo a finire.

Se tutto è stato studiato

per eliminare un po’ di folla dal creato,

strategia dei potenti instillarci la paura

per farci vivere in uno stato di debolezza e bisogno di cura.

O se anche i governanti sono in confusione

e ci fanno bombardare dalla televisione,

ma non sanno bene neanche loro cosa fare

e allora mascherine per tutti e non andrete neanche al mare.

Un virus importante tanta gente ha contagiato

e certo non andava sottovalutato.

La fase di immobilità’ e isolamento abbiamo accettato ben benone,

per proteggere e tutelare tutte le persone,

dai nonni ai malati ed ai più esposti,

senza contare benefici e costi.

E tutto sommato le morti nel mondo

non sono state più di quelle del continuo girotondo,

Tra chi muore continuamente per virus e nuove patologie

nonostante farmaci, vaccini ed altre magie,

tra chi muore ancora di fame,

o tra gli spari per una guerra infame.

Anche molti incidenti stradali abbiamo evitato,

e tra le mura di casa ognuno si è fermato.

Per qualcuno il momento è stato ideale, con poco lavoro e meno attività da eseguire,

Un momento per rallentare e per godere,

per dedicarsi a ciò che non riusciamo mai a fare,

da piccoli hobby al semplice “stare”,

in relazione con i nostri familiari o con noi stessi a meditare.

Per altri il momento non ha aiutato,

perché a volte la famiglia non è un luogo beato,

ma un covo di tensione e spesso violenza

e per molti bambini è vera resistenza.

Chi è solo ha molto faticato,

tra il coltivare nuove attività e il sentirsi inutile e disperato.

Di sicuro la natura è rifiorita, in una primavera ancora più colorata.

Piante ed animali si sono rigenerati

e anche gli orsi “sterili” si sono accoppiati.

Le acque si sono schiarite ed anche depurate,

appaiono trasparenti dove erano torbide e oleate.

E noi come proseguiremo?

Quali lezioni impareremo?

Ai nostri bambini quale salute e benessere garantiamo?

Quali valori trasmetteremo?

Sicuramente meno soldi noi in tasca abbiamo,

mentre le lobby potenti non vedono l’essere umano.

E cosa possiamo fare?

Certo i macrosistemi non possiamo cambiare…

Ma non ci guardiamo con diffidenza,

non siamo untori di una pestilenza.

Riscopriamo la fratellanza,

abbiamo tutti origine da nove mesi nella “panza”,

siam fatti pure della stessa sostanza!

Per la maggior parte è materiale,

ma all’interno c’è una scintilla speciale,

chiamiamola divina o di energia universale,

chiamiamola come vogliamo,

ma non la rinneghiamo o nascondiamo.

Tanti maestri ci hanno guidato, tanti uomini e donne ci hanno insegnato.

Tante persone contribuiscono all’evoluzione

con consapevolezza, benevolenza e azione.

Non lasciamoci “sconfortare”,

non ci facciamo impaurire e bloccare.

Testa cuore e pancia insieme iniziamo ad usare,

tra di noi molto possiamo fare.

Il nostro amore ogni giorno manifestiamo,

la nostra coscienza espandiamo.

Un sorriso e una mano aprono i cuori

e danno l’esempio per diventare migliori

Un insegnante prezioso soleva a me dire

che tre qualità a forma di “U” non dobbiamo dimenticare

se noi stessi e gli altri vogliamo elevare.

E noi italiani nel cuore le abbiamo,

se invece di fare i galletti presuntuosi ci diamo una mano,

le tre paroline eccole qua’

sono UMORISMO-UMILTÀ-UMANITÀ.

Se queste qualità ritroviamo,

e nel piccolo mondo intorno a noi le portiamo, la nostra strada si illuminerà

e qualcosa di bello succederà.

E se questa nostra bella terra vogliamo recuperare

reinventiamoci e ricominciamo da lei a lavorare

con consapevolezza e dignita’

e con l’amorevolezza che ci guiderà.

 

 

Serena

 

 

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