Il Bilancio Sociale che presentiamo è una occasione per riflettere su quanto fatto, sul senso che la nostra esperienza lavorativa ha avuto, ma è soprattutto un’opportunità per ridefinire e ribadire il significato originario ed unico che l’impresa sociale ha, o dovrebbe avere, come valore aggiunto all’interno delle città in cui opera. Pertanto l’unica introduzione possibile al lavoro che presentiamo è una introduzione che rilancia, ridefinisce, espone argomenti di criticità e di riflessione; consente, in altri termini, alla cooperativa, in quanto impresa con funzione pubblica, di definire i risultati con trasparenza e visibilità e, allo stesso tempo, di tracciare attraverso la partecipazione degli operatori, dei ragazzi, degli utenti, degli colleghi dei servizi pubblici, un bilancio sulla funzione svolta dalla Cooperativa stessa, senza rinunciare ad interrogarsi sul significato e sul ruolo che dovrà giocare nei prossimi anni.
Nel 1996, 23 anni fa, le motivazioni originarie dei soci fondatori di Folias erano molteplici: immaginare di proporre nuove forme di cultura e di relazione con la gente, mettere al servizio dello sviluppo collettivo le proprie abilità, intelligenze e progetti, sognare una società e delle istituzioni più attente, responsabili e partecipi ai problemi dei cittadini, garantire un lavoro dignitoso e professionalmente remunerato agli operatori. Ed oggi i nostri intenti restano inesorabilmente gli stessi. Sono dei punti fermi a cui ritornare sempre per non smarrire il senso. Non riusciremo mai a concepirci come mera azienda che eroga servizi, che fa gare e che compete per fare business. E come potremmo mai farlo? Come può oggi una cooperativa sociale pensare solo al business mentre tutto attorno si alzano barricate e si fomenta la paura?
Troveremo mai un senso a tutto questo? Il senso del confitto che pervade la società in ogni settore e che fa sì che oltre alla oscenità della politica dei porti e delle città chiuse prevalga una cultura di tutti contro tutti e che fa sì che anche il welfare comunitario rischia di essere destinato ad essere trattato come macelleria sociale tra guerre di campanile, limitazione della libertà di conoscenza e partecipazione degli attori protagonisti della vita sociale? Responsabilità e giustizia sono le due parole chiave per uscire da questi vicoli ciechi, miseri e avvilenti in cui ci siamo trovati. Noi continuiamo a “giocare” perché irragionevolmente ci sentiamo invincibili come tanti piccoli Jeeg Robot che sognano di salvare il mondo. Continuiamo a sognare e coltivare bellezza con persone e città solo perché così possiamo veramente crescere. Continuiamo a dire e a fare la nostra parte con umiltà se serve, ma con la massima determinazione e con delle idee ben precise. Abbiamo ben chiaro anche il senso del limite, e proprio per questo resta irrinunciabile per Folias proseguire a costruire rapporti e relazioni con istituzioni, organismi e persone, perché solo agendo insieme ad altri e solo aprendoci saremo in grado di costruire una cultura dei diritti e della solidarietà all’interno di buone prassi operative. Quando in un paese, in una città e in un territorio c’è mancanza di visione progettuale strategica e si riducono gli investimenti sociali, allora il mondo si predispone alla paura, all’insicurezza, alla miseria ed alla povertà umana prima che a quella economica. E questo ci fa ribadire la nostra vocazione politica è nell’arte nobile di partecipare e contribuire al governo delle città in cui lavoriamo.
Vogliamo pertanto proseguire con la nostra azione di analisi e ricerca al fine di leggere i fenomeni e interpretarli. Vogliamo continuare ad agire per migliorare la vita delle persone all’interno di comunità, coese, partecipi e attente. Vogliamo continuare a promuovere la creazione di servizi che prevengano i problemi e tutelino la salute e la vita delle persone.
Ci sentiamo orgogliosamente di essere operatori sociali a metà strada tra Enea e Don Chisciotte.
Da un lato vorremmo essere e siamo un po’ come Enea con la forza, la concretezza e le competenze di chi vuole contribuire a costruire le città e dall’altro tendiamo ad essere e siamo irrimediabilmente come Don Chisciotte con le utopie e i sogni che diventano infinito da raggiungere.

Buona lettura e buoni pensieri
Il Presidente Salvatore Costantino

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[Rapporto Sociale 2014 Folias]

[Rapporto Sociale 2013 Folias]

[Bilancio Sociale 2011-12 Folias]

[Rapporto Sociale 2011-2012 | La sintesi del Bilancio Sociale]