{"id":1419,"date":"2016-05-09T20:18:15","date_gmt":"2016-05-09T18:18:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.folias.it\/site\/?p=1419"},"modified":"2019-10-28T15:59:28","modified_gmt":"2019-10-28T14:59:28","slug":"servizi-sociali-a-rischio-e-cooperazione-precaria-il-grido-di-allarme-degli-enti-locali-e-le-risposte-insufficienti-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.folias.it\/site\/servizi-sociali-a-rischio-e-cooperazione-precaria-il-grido-di-allarme-degli-enti-locali-e-le-risposte-insufficienti-della-politica\/","title":{"rendered":"SERVIZI SOCIALI A RISCHIO E COOPERAZIONE PRECARIA: IL GRIDO DI ALLARME DEGLI ENTI LOCALI E LE RISPOSTE INSUFFICIENTI DELLA POLITICA"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Partecipazione, confronto e un pizzico di amarezza: sono forse questi i tre elementi essenziali che hanno caratterizzato il convegno<em>\u00a0Fare economico, Pensare politico e Agire sociale<\/em>, tenutosi lo scorso 5 maggio presso il Teatro Ramarini di Monterotondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019incontro ha risposto in pieno alle aspettative dei promotori, le cooperative sociali<strong>\u00a0Iskra<\/strong>,\u00a0<strong>Folias\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Il Pungiglione<\/strong>. Di fronte a una sala gremita, i relatori hanno potuto confrontarsi e dibattere sulla cooperazione sociale e lo hanno fatto \u2013 in alcuni momenti \u2013 anche sottolineando con fermezza le evidenti divergenze di opinione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il dibattito si apre con il costituzionalista Gaetano Azzariti che parla della necessit\u00e0 di rimettere al centro delle politiche nazionali e locali la dignit\u00e0 della persona, concetto su cui si basa il testo della nostra Costituzione. Azzariti auspica che si possa arrivare a parlare di una \u201cRepubblica del Welfare\u201d che abbia come scopo il benessere collettivo. Oggi \u2013 dice il costituzionalista \u2013 la politica dovrebbe dare ai cittadini il\u00a0<b>diritto alla ricerca della felicit\u00e0<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma i numeri parlano chiaro e evidenziano l\u2019esistenza di profonde disuguaglianze sociali nel nostro Paese. Giuseppe De Marzo, responsabile della campagna \u201cMiseria ladra\u201d dell\u2019associazione Libera,parla di tre derive che bisogna scongiurare. E\u2019 necessario, secondo De Marzo, abbandonare l\u2019<b>universalismo selettivo<\/b>, un concetto che andrebbe sostituito con quello di universalismo di dignit\u00e0. Non possiamo accettare -dice \u2013 il diffondersi del\u00a0<b>darwinismo sociale,\u00a0<\/b>ovvero quel principio secondo il quale \u201cse una persona perde il lavoro \u00e8 per colpa sua\u201d e dobbiamo combattere l\u2019<b>istituzionalizzazione della povert\u00e0<\/b>. \u201cPer arginare queste tre tendenze culturali \u2013 sostiene il referente di Libera \u2013 \u00e8 fondamentale dare una lettura complessiva della crisi e non tecnicistica. Chiediamo che le politiche sociali vengano messe fuori dal patto di stabilit\u00e0 e che venga introdotto il reddito di dignit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Bastano poche sollecitazioni per entrare nel vivo del dibattito e portare sul tavolo le profonde divergenze tra mondo del sociale e politica nazionale. Ileana Piazzoni, segretaria della commissione affari sociali della Camera dei Deputati, difende il concetto di universalismo selettivo e sottolinea subito che il governo ha stanziato 1 miliardo per la lotta alla povert\u00e0.Purtroppo per\u00f2, come fanno notare da pi\u00f9 parti, questa cifra \u00e8 assolutamente insufficiente a coprire i bisogni\u00a0degli\u00a0oltre 4,5 milioni di italiani in povert\u00e0 assoluta. La deputata del Pd non manca di sottolineare che spesso, a suo avviso, gli operatori sociali e le organizzazioni del terzo settore non conoscono approfonditamente le questioni di cui parlano, avendone solo una visione parziale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inizia cos\u00ec a delinearsi\u00a0un solco tra due mondi, tra l\u2019alto e il basso, tra la politica nazionale e quanti sostengono, con il loro lavoro (non sempre riconosciuto e retribuito) il welfare del nostro Paese.\u00a0In sala inizia a percepirsi un malcontento generale, gli operatori e le organizzazioni presenti non si riconoscono nella descrizione fredda e distaccata che si fa del loro lavoro, del loro ruolo sociale. La politica si dimostra lontana dalla loro quotidianit\u00e0.\u00a0Intervengono\u00a0Rita Visini, assessora alle Politiche sociali della Regione Lazio, Rodolfo Lena, presidente Commissione Politiche sociali e salute della Regione Lazio e Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alessandri lancia subito il suo grido di allarme rispetto alla situazione in cui versano i comuni nella gestione dei servizi sociali per la\u00a0<b>carenza di risorse economiche<\/b>. Nonostante Monterotondo sia uno dei comuni del Lazio con la maggiore spesa sociale pro capite, come ha ricordato \u2013 dati alla mano \u2013 Angelo Marano della campagna Sbilanciamoci!, l\u2019amministrazione affronta tutt\u2019ora grandi difficolt\u00e0 che, dice il sindaco, riesce a sostenere solo grazie a lavoratori e lavoratrici che sono disposti a lavorare anche a fronte dei notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi. Ma il messaggio del primo cittadino di Monterotondo sembra non far breccia. Rodolfo Lena non intravede alcuna possibilit\u00e0 di miglioramento dello scenario economico per le politiche sociali regionali: \u201cle risorse sono queste e queste devono bastare\u201d. Rita Visini, invece, prende la parola per ricordare alla platea i grandi sforzi affrontati dalla Regione Lazio dall\u2019elezione di Zingaretti e della sua giunta. Sforzi che i cooperatori sociali e lo stesso sindaco Alessandri riconoscono, ma che evidentemente non sono sufficienti a rispondere alle necessit\u00e0 reali dei cittadini.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure soluzioni alternative ci sono e possono essere messe in pratica, come dimostra Felice Scalvini, assessore ai Servizi sociali e alla famiglia del comune di Brescia. A sentire la sua testimonianza sembra tutto abbastanza semplice e fattibile, con il suo racconto pare dire a chi ascolta che \u00e8 \u201csolo una questione di volont\u00e0\u201d. Lui, infatti, come amministratore locale si \u00e8 \u201csolo\u201d limitato ad avere una visione diversa della gestione del welfare e ad applicare leggi gi\u00e0 esistenti. Ha cos\u00ec realizzato una citt\u00e0 a\u00a0<b>\u201czero gare\u201d<\/b>, in cui i servizi sociali non vengono pi\u00f9 affidati attraverso gare d\u2019appalto, ma gestiti in co-progettazione con la cittadinanza e le realt\u00e0 territoriali, attraverso un sistema di accreditamento. I servizi sociali non possono essere pensati \u2013 dice Scalvini \u2013 come se fossero solo di competenza comunale. L\u2019assessore ha avviato una vera e propria trasformazione della macchina pubblica, aprendo al dialogo e al confronto con la citt\u00e0 e trovando insieme soluzioni utili e funzionali ai bisogni riscontrati. L\u2019obiettivo \u2013 ha dichiarato \u2013 \u00e8 quello di creare un\u00a0<b>welfare di comunit\u00e0<\/b>.\u00a0Anche a Roma abbiamo\u00a0modelli\u00a0virtuosi di gestione dei servizi sociali. Fabio Magrini, ci parla dell\u2019esperienza di co-progettazione del XII municipio, lanciata quattro anni fa\u00a0e che oggi rappresenta un progetto apripista per il territorio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come fare per esportare\u00a0e moltiplicare gli questi esempi virtuosi? Forse il problema \u00e8 che non si tratta\u00a0di meri modelli\u00a0schematici, ma di una visione innovativa che, evidentemente, non appartiene a tutti. L\u2019amministrazione comunale di Monterotondo (il sindaco Alessandri e l\u2019assessora alle politiche sociali Antonella Pancaldi) si mostrano interessati alla gestione delle politiche sociali avviata a Brescia e vorrebbero capirne di pi\u00f9, ma gli altri relatori politici non lasciano intravedere alcun cambio di rotta per il prossimo futuro.<\/p>\n<p align=\"justify\">In conclusione, il convegno \u00e8 stato un\u2019ottima occasione di riflessione sul ruolo della cooperazione sociale nel nostro Paese, su come vengono gestite a livello nazionale e locale le politiche sociali e su quale importanza ricoprono per la macchina amministrativa. Buona la partecipazione del pubblico costituito da lavoratori del sociale, rappresentati istituzionali e organizzazioni del terzo settore. Ottimi i propositi per il futuro delle tre cooperative sociali Iskra, Folias e Il Pungiglione che hanno intenzione di mantenere vivo il rapporto con la rappresentanza politica e farsi promotori di altri eventi in cui le istituzioni incontrino il terzo settore. Unica nota dolente: la constatazione che esiste ed \u00e8 molto marcato lo scollamento tra la politica e quelli che dovrebbero essere i suoi interlocutori, tra le istituzioni e le esigenze dei cittadini, tra l\u2019\u201deconomia del realismo\u201d e intere fasce di popolazione che vivono ai margini della societ\u00e0 e che continuano a non avere voce. Sono, allora, questi i nodi cruciali e contraddittori su cui bisogna lavorare e che bisogna riuscire a districare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Le Cooperative Sociali Folias, Iskra e Pungiglione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partecipazione, confronto e un pizzico di amarezza: sono forse questi i tre elementi essenziali che hanno caratterizzato il convegno\u00a0Fare economico, Pensare politico e Agire sociale, tenutosi lo scorso 5 maggio presso il Teatro Ramarini di Monterotondo. L\u2019incontro ha risposto in pieno alle aspettative dei promotori, le cooperative sociali\u00a0Iskra,\u00a0Folias\u00a0e\u00a0Il Pungiglione. 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